
Estate, tempo di viaggi. Sono in molti quelli che stanno trascorrendo queste calde settimane di agosto lontani dalle proprie città, alla scoperta di storie, tradizioni, abitudini e bellissimi scorci.
Per tutti coloro che sono in Sicilia, consigliamo Viaggio in Sicilia, mappe e miti del Mediterraneo, realizzata in occasione della settima edizione di Viaggio in Sicilia, su progetto di Planeta per l’Arte ed il Territorio ed a cura di Valentina Bruschi, ospitata dal Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo fino al 10 settembre.
Gabriella Ciancimino "All'allerbaggio (boats)"
Courtesy l’artista, ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio
La mostra, risultato delle suggestioni e degli sguardi raccolti degli artisti durante un viaggio attraverso il territorio siciliano e dal confronto con luoghi, persone e storie, comprende le opere inedite, appositamente pensate per gli spazi del museo, di Marianna Christofides, Gabriella Ciancimino, Malak Helmy, Andrew Mania, Pietro Ruffo e Luca Trevisani.
“Il progetto è il frutto della collaborazione tra un’istituzione pubblica e un’azienda privata, da sempre interessata alla promozione dell’arte e della cultura, che ha l’obiettivo di stimolare i visitatori del Museo a guardare le opere d’arte antica attraverso lo sguardo degli artisti contemporanei”, afferma Francesca Spatafora, direttrice del Museo Salinas. “Questo è un modo per ridurre la percezione erronea di un distacco tra l’arte del passato e quella del presente e per favorire un avvicinamento del pubblico al tema del dialogo tra arti diverse per epoca e per tipologia.”
Incuriositi da questo bellissimo progetto, abbiamo chiesto alla curatrice Valentina Bruschi di raccontarci qualcosa in più.
Per prima cosa, quali sono le tre parole con cui definiresti questa mostra?
Le parole scelte per il sottotitolo della settima edizione di “Viaggio in Sicilia – progetto di Planeta per l'Arte e il Territorio” definiscono questa mostra: mappe, miti, Mediterraneo. Poi, dopo l'incontro degli artisti con il Museo Archeologico Antonino Salinas di Palermo, direi anche la storia vista come materia viva.
Pietro Ruffo "Migration Globe"
Courtesy l’artista, ph Fausto Brigantino
Ci parli di come è nato questo progetto?
Viaggio in Sicilia nasce nel 2004 da un'idea dell'azienda vitivinicola Planeta che da anni punta al rispetto e alla valorizzazione del territorio, sia attraverso l'agricoltura sostenibile che nello sviluppo di progetti culturali legati alla conoscenza e alla tutela del patrimonio siciliano.
Viaggio in Sicilia rientra all’interno di questa visione lungimirante che mira a salvaguardare la storia, sostenendo al tempo stesso una forte spinta all’innovazione e alla contaminazione fra tradizione, contemporaneità e territorio.
Si tratta di un progetto biennale che prevede una residenza nomade attraverso l'isola, a settembre durante il periodo della vendemmia, in cui un gruppo di artisti – selezionati dal curatore in base al tema dell'edizione in corso – visitano e fanno esperienza di luoghi sempre diversi e poco conosciuti. Sono ospitati nelle tenute della famiglia Planeta, da Menfi a Capo Milazzo, passando per Vittoria, Noto e l'Etna.
Dopo il viaggio, come il vino nelle botti, gli artisti maturano l'esperienza delle loro suggestioni e nascono delle opere ad hoc per la mostra che viene presentata nell'estate dell'anno successivo. Ogni volta scegliamo un luogo diverso, per fare conoscere le istituzioni siciliane a un pubblico sempre più ampio. Per questa edizione la mostra è nata in collaborazione con il Museo Salinas – il più antico museo siciliano, riaperto lo scorso anno dopo cinque anni di restauri – che rappresenta il fulcro delle tematiche affrontate dagli artisti, in un fertile dialogo tra passato e presente, tra classico e contemporaneo.
È il luogo dove il mito è raccontato nella scultura e le mappe sono conservate nei preziosi volumi antichi della biblioteca, una delle più importanti della Sicilia. La collezione del Museo Salinas è la partenza ideale per chiunque voglia intraprendere un “Viaggio in Sicilia”: venire qui significa comprendere le stratificazioni di popoli e culture che hanno attraversato l'isola che si trova al centro del Mediterraneo.
Luca Trevisani "Addaura Belvedere"
Courtesy l'artista e Mehdi Chouakri (Berlino), ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio
Qual è il filo conduttore che lega le mappe ed i miti?
Il mito in Sicilia è una sottotraccia costante, utilizzata fin dall’antichità per spiegare i maestosi fenomeni naturali, dal mare – che circonda l’isola a tre punte, la cui forma triangolare ha alimentato leggende – ai vulcani perennemente attivi, dall’Etna allo Stromboli. Le mappe hanno una tradizione antica, perfezionata dai geografi arabi, il più famoso dei quali è Al-Edrisi alla corte palermitana del Normanno Ruggero II, che scrisse il Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo (noto come il “Libro di Ruggero”) per coniugare scienza e arte, cartografia e controllo dello spazio. Infatti, in mostra abbiamo selezionato una citazione da Géographie d'Edrisi, un volume in francese, tradotto nell'Ottocento dall'originale in arabo di Al-Edrisi e conservato nel fondo Antonino Salinas nella biblioteca del Museo.
In una linea di continuità che parte dalla maestosità dei templi greci, che dovevano essere ben evidenti e imponenti per chi arrivava da lontano, fino alle chiese-fortezze dei Normanni, ai castelli di Federico II, la geografia di questi luoghi iconici dissemina il territorio siciliano di significati simbolici, luoghi di protezione e identificazione. Un paesaggio caratteristico di tutto il Sud Italia, in cui convivono terra e cielo, ricerche geografiche e leggende. Poi ogni mito racconta di un percorso, e nella narrazione disegna una mappa, uno spostamento di persone e popoli, come Europa rapita da Zeus mentre si bagnava sulla spiaggia della Fenicia (attuale Libano) e trasportata sull'isola di Creta. Una delle immagini più rappresentative di questo mito, non a caso, si trova proprio al Museo Salinas: una metopa del Tempio Y di Selinunte, datata tra il 580 – 560 a.C.
Luca Trevisani "Notes for dried and living bodies"
Courtesy l'artista e Mehdi Chouakri Gallery (Berlino), ph Iole Carollo
Quanto è importante, in questo progetto e in generale per te, il legame con il territorio siciliano?
Direi che è fondamentale perché nella prima parte del progetto, durante l'esperienza del viaggio, c'è una fase immersiva degli artisti attraverso il territorio siciliano e le diverse espressioni della sua cultura, dal vino all'arte. La definizione della mostra è stata realizzata in stretto contatto con la collezione del Museo Salinas e molti dei lavori sono stati pensati come installazioni site-specific. Poi, ovviamente, l'ambizione è che il risultato di questo sia universalmente comprensibile e che tocchi questioni più ampie, che amplificano i riferimenti particolari. Come diceva il celebre scrittore russo, Lev Tolstoj, “se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio”.
Malak Helmy "Scene 4, A Composition for Gradients (Rock 1 and 3)"
Courtesy Galleria Enrico Astuni (Bologna), ph Costanza arena e Roberto Salvaggio
Come sono stati scelti i sei artisti che hanno collaborato con opere inedite a questa mostra?
Gli artisti sono stati selezionati in base alla tematica della mostra, Mappe e miti del Mediterraneo, cercando di combinare linguaggi artistici e provenienze geografiche diverse per ottenere un risultato che potesse esprimere una pluralità di punti di vista. Ho cercato una certa omogeneità nell'età anagrafica degli artisti e nelle personalità che potessero dialogare bene anche durante il viaggio, periodo nel quale si forma una piccola comunità nomade, sempre in stretto contatto.
Marianna Christofides "Here let me stand"
Courtesy l’artista, ph Costanza Arena e Roberto Salvaggio